Pubblicazioni e webinar
Il principio di sussidiarietà verticale nelle valutazioni ambientali
Il tema della sussidiarietà verticale e della ponderazione degli interessi coinvolti all’interno del più ampio contesto delle valutazioni ambientali è molto delicato e dibattuto in giurisprudenza.
Tale tema, pertanto, è stato oggetto di molte pronunce del Consiglio di Stato.
Partendo dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 646 del 28 gennaio 2025 e da quella del TAR Molise n. 103 del 7 aprile 2025 faremo un veloce excursus giurisprudenziale così da avere un quadro il più completo possibile …
Sversamento acque reflue, la Cassazione torna su reato proprio, posizione di garanzia e delega
Il 7 luglio 2025 la Terza Sezione della Cassazione penale ha pronunciato la sentenza n. 24718, che ha riportato all’attenzione degli addetti ai lavori il tema dei reati propri e della posizione di garanzia in ambito del diritto ambientale e, più precisamente, dello sversamento di acque reflue.
La sentenza esamina il caso di scarichi…
Tale tema, pertanto, è stato oggetto di molte pronunce del Consiglio di Stato.
Partendo dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 646 del 28 gennaio 2025 e da quella del TAR Molise n. 103 del 7 aprile 2025 faremo un veloce excursus giurisprudenziale così da avere un quadro il più completo possibile …
Soggetti destinatari di ruoli e responsabilità nella gestione dei rifiuti: principio di legalità rispettato?
La normativa in materia di responsabilità del produttore è in continua evoluzione e, pertanto, richiede un’attenta analisi comparativa delle modifiche apportate onde evitare di incorrere in negligenze o omissioni che possono provocare l’instaurazione di procedimenti penali a carico del soggetto produttore o di altri soggetti coinvolti.
Per poter comprendere i vari passaggi normativi è opportuno partire dal testo contenuto nel Codice ambientale del 2006.
L’articolo 188 del d. lgs. 152/2006 si colloca all’interno del Titolo IV del Codice ambientale che disciplina la gestione dei rifiuti in ottemperanza ai principi comunitari, primo fra tutti il “chi inquina paga”.
La scelta: intelligenza artificiale e diritto penale
L’articolo analizza il rapporto tra intelligenza artificiale e diritto penale, soffermandosi sul ruolo che le tecnologie algoritmiche stanno assumendo nei processi decisionali e nel sistema della giustizia. Il contributo evidenzia come l’IA non possa essere considerata un soggetto autonomo, ma debba rimanere uno strumento al servizio dell’uomo, nel rispetto dei principi costituzionali e delle garanzie fondamentali.
Viene quindi affrontato il tema della “scelta”, intesa come elemento centrale del diritto penale, che non può essere delegato integralmente a sistemi automatizzati senza compromettere responsabilità, imputabilità e controllo umano. L’autore mette in luce i rischi connessi all’utilizzo dell’IA, tra cui l’opacità degli algoritmi, la difficoltà di attribuire responsabilità e il possibile indebolimento delle tutele individuali.
Allo stesso tempo, si riconoscono le potenzialità dell’intelligenza artificiale come supporto alle attività di analisi e prevenzione, purché inserita in un quadro normativo chiaro e orientato alla tutela dei diritti.
Abbandono rifiuti, penalmente rilevante la condotta omissiva che si traduce in “acquiescenza consapevole”
Il reato di gestione di rifiuti può essere commesso anche in forma concorsuale in tutti quei casi in cui il proprietario del fondo pone in essere una condotta, anche omissiva, tale per cui agevola o permette il deposito sistematico di rifiuti
La pronuncia della Corte di Cassazione Sezione Terza penale, n. 16437 depositata il 7 maggio 2026 riporta alla luce il tema della responsabilità penale nel reato ambientale previsto dall’articolo 256 Tua e del concorso di persone nel reato.
